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Data di pubblicazione
17.11.2020

Rendimento di grazie per i 55 anni di presenza alla “Piccola Casa”

Celebrazione con S.E. Mons. Giacomo Morandi

 

Nella domenica, 15 novembre 2020, ha avuto luogo una solenne Messa di ringraziamento per i 55 anni di presenza delle Suore della nostra Famiglia spirituale alla “Piccola Casa” e di servizio presso la Casa Generalizia dei Missionari d’Africa (Padri Bianchi).
L’Eucaristia, svoltasi nella Cappella della “Piccola Casa”, è stata presieduta dall’Ecc.mo Mons. Giacomo Morandi, Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Sono stati presenti P. Thomas Felder e Madre Margarete Binder, i due Responsabili internazionali, P. Hermann Geissler, Direttore del Centro degli amici di Newman, e alcune suore della nostra Famiglia spirituale.
All’inizio della Messa, Mons. Morandi, ricordando il 110° anniversario della nascita di Madre Julia lo scorso 11 novembre, ha invitato tutti a rendere lode a Dio per tutte le grazie ricevute nell’arco dei 55 anni di vita nella “Piccola Casa” e di servizio presso i Padri Bianchi.

S.E. Mons. Giacomo Morandi

 

Nell’omelia l’Arcivescovo ha cominciato con alcune riflessioni sulle letture di questa domenica. Commentando la prima lettura, ha ribadito che il libro dei Proverbi esalta la vera sapienza e culmina con l’elogio della “donna forte”. “Questa donna”, così ha affermato, “rappresenta concretamente la sapienza incarnata, quella sapienza che diventa azione, che diventa bellezza di una vita plasmata e trasformata dall’amore. Questa è la vera bellezza, la bellezza feconda, che dà vita e l’operosità e il buon utilizzo del tempo.”
Con riferimento al vangelo ha quindi aggiunto: “Questo è il grande talento, che noi abbiamo ricevuto. In questa operosità mettiamo a disposizione dei nostri fratelli ciò che ci è stato affidato, sapendo che un giorno Egli ritornerà e dovremo rendere conto a Lui. Questo non significa mettere nell’inquietudine, ma una sana inquietudine ci vuole, sì. Una sana inquietudine, per non disperdere il bene e i tanti doni che il Signore ci ha dato. Verrà quel giorno nel quale il Signore tornerà. È in questa prospettiva che noi oggi celebriamo 55 anni di operosità. Ringraziamo per tutto il bene che è stato seminato dalle consorelle che sono state qui.”

 

 

Successivamente, il Segretario della Congregazione per la dottrina della fede ha messo in evidenza che Madre Julia è stata profondamente toccata da una parola di san Paolo, che esorta il suo discepolo Timoteo di annunciare il Vangelo in tempo opportuno e importuno. “San Paolo”, così ha continuato, “accompagnerà Madre Julia per tutta la sua vita e in modo particolare la sua passione per il Signore. È imbarazzante incontrare Paolo, abbiamo timore di incontrare questi giganti della fede, perché scopriamo la nostra meschinità, la nostra piccolezza, a volte anche la nostra mediocrità nel tentare di ritagliarci un ambito nel quale possiamo gestire noi stessi. Ma san Paolo ha offerto tutto, la sua è una vita totalmente donata. E in fondo, leggendo il libro su Madre Julia, si vede come ci sia stata nella sua vita una progressione nella resa totale al Signore, che può realizzarsi anche attraverso una caduta dalle scale, in mezzo alle malattie, alle sofferenze e alle prove, che possono diventare un’offerta di sé.”
Per quanto riguarda il cammino futuro, Mons. Morandi ha detto: “Noi vogliamo avere le grazie non solo per il presente, ma anche per il futuro. Noi vogliamo essere garantiti di quello che succederà. Cerchiamo le certezze per il futuro in modo tale di non dover fare un atto di fede. Dobbiamo ricordare sempre: L’opera già c’è, è il mistero della Pasqua del Signore. Noi siamo chiamati ad entrare in questa santa Alleanza, questa nuova ed eterna Alleanza. Portare la corona di spine significa portare nella nostra vita quotidiana la dimensione di offerta totale di sé, in unione a Cristo. Il Signore ci chiede di entrare in questa dinamica pasquale. Il Signore aspetta che noi consentiamo di essere canali di grazia.”
Concludendo l’omelia, Mons. Morandi ha citato e commentato una domanda di Madre Julia: “Siamo veramente testimoni della pace e messaggeri della felicità? Mi ha colpito questa domanda. Dobbiamo essere non solo testimoni della pace, ma messaggeri della felicità. San Paolo VI disse: il cristianesimo non è facile, ma è felice. Il mio augurio, care sorelle, ovunque siate, è questo: possiamo essere sempre, in ogni situazione, messaggeri di felicità.”

 

 

Alla fine della celebrazione eucaristica, l’Arcivescovo, con una bella porzione di umore, ha fatto un accenno ai nuovi incarichi che alcune Suore riceveranno: “Quello che io ho imparato è che bisogna fare dei progetti e avere delle agende, ma essere sempre pronti agli aggiornamenti. Abbiamo il diritto alla penultima parola. Questo è un diritto per il quale bisogna combattere, ma rimane sempre la penultima. Credo che questa grande disponibilità, che ha caratterizzato anche la vita di Madre Julia, ci insegni proprio a essere continuamente aperti e aggiornati.”

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