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Anniversario della nascita di Madre Julia Verhaeghe, 11 novembre 2018

Omelia di S.E. Mons. Georg Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia,
Roma, Cappella dei Missionari d’Africa

 

Cari fratelli e sorelle!

“L’amore in piccola moneta” – è questo il filo conduttore della liturgia di questa domenica.

Nella prima lettura e nel Vangelo che abbiamo ascoltato, si trova un prezioso insegnamento sulla fede. La fede si svela come atteggiamento interno di colui che fonda tutta la vita su Dio e mette tutta la sua fiducia in Lui.

La povera vedova di Sarepta crede alla parola pronunziata dal portavoce di Dio, il profeta, e la sua fede è premiata: nella fede opera la potenza di Dio.

Dio non parla a vanvera.

La sua promessa si realizza. Dio agisce là dove trova accoglienza pronta e sincera.

“L’amore in piccola moneta”.

Tuttavia Dio chiede sempre la nostra libera decisione per la fede che si esprime nell’amore verso di Lui e verso il prossimo.

Non basta però il solo fatto della povertà. Nessuno è così povero da non poter dare qualcosa. Le due vedove, infatti, dimostrano la loro fede in quanto compiono un gesto di carità: l’una nei confronti del profeta, l’altra nel dare un’elemosina. Così facendo, danno testimonianza dell’indissolubilità tra fede e carità, come tra l’amore verso Dio e l’amore verso il prossimo.

“L’amore in piccola moneta”.

Nel giudizio di Dio ciò che conta non è la quantità di ciò che si offre, ma lo spirito con cui si fa l’offerta, la sincerità, il sacrificio reale che essa rappresenta e comporta. Per questo agli occhi di Dio è prezioso l’obolo della vedova e non invece quanto è donato da chi anzitutto con il dono vuol mettersi in mostra e primeggiare. La povertà per Dio è ricchezza, e il poco che si dà è valutato molto. È un altro metro quello che Lui usa.

La vedova non ha messo nel sacrificio soltanto il suo amore verso Dio ma anche tutta la sua fiducia. Era convinta che Dio avrebbe provveduto a lei, dopo che si era data totalmente nelle sue mani.

“L’amore in piccola moneta” è importante non soltanto per la nostra relazione con Dio ma anche per la nostra vita quotidiana insieme con gli altri. Pensiamo quanto è importante la piccola moneta di una parola buona, di un gesto amichevole. Fa bene a tutti e tutti ne abbiamo bisogno.
 
Con la lode per la povera vedova Gesù certamente non voleva dire che l’amore paga soltanto in monete piccole. Dove è necessario e possibile, l’amore si esprime generosamente anche in monete grandi. La vita dei cristiani non conosce soltanto la virtù della fedeltà nel piccolo ma anche la virtù della generosità.
 
L’amore in piccola moneta” – potrebbe essere anche il filo conduttore per la vita di Madre Julia che oggi, 108 anni fa, nacque nel lontano Belgio, in tempi difficili.
 
Già da piccola, da adolescente, ha sentito la chiamata del Signore. Ha sentito e ha obbedito. È stata molto coscienziosa e fedele negli obblighi quotidiani verso Dio e gli uomini che ha incontrato sulla strada della sua vita. La sua fedeltà nel piccolo era grande agli occhi di Dio, perché era animata da un amore profondo e puro. Il piccolo non è più piccolo se è nutrito da un grande amore.
 
Madre Julia ha vissuto in intima unione con il Signore. I frutti di tale unione, di una vita ricca di preghiera, ma anche di dolore e sofferenza, sono percepibili nell’”Opera” da lei fondata.
 
La Famiglia spirituale “L’Opera” è un seme che è stato seminato nella grande realtà della Chiesa. Madre Julia stessa ci ricorda con delle parole memorabili: “Non ho fondato niente. Da quando Gesù Cristo ha fondato la Santa Chiesa, tutto è fondato. Lui ha bisogno di uomini e donne che vivano profondamente questa fondazione”.

Infatti non ha messo un’altra Opera accanto all’Opera di Gesù Cristo, ma si è dedicata totalmente alla volontà del Signore. Tutto ciò che ha fatto si riferisce a Cristo, il Figlio del Dio vivente. Nella sua sofferenza si univa con il suo amore espiatore. La corona di spine è il simbolo di questo amore. Perché rappresenta ed esprime la partecipazione all’imitazione di Cristo, alla sua sofferenza e anche alla sua gloria.

A molte persone ha insegnato la via dell’interiorità in una vita di fede e di amore sincero. Ha spronato tutti alla preghiera, all’adorazione del Signore nel Santissimo Sacramento, alla venerazione della Madonna e alla fedeltà verso l’unica Chiesa di Cristo.

Ancorata fermamente in Dio, è rimasta paziente e piena di fiducia negli alti e bassi e nei cambiamenti sconcertanti del mondo in cui viveva, il secolo ventesimo. Il suo sguardo era orientato a Dio, seguendo l’appello di S. Paolo, l’Apostolo delle genti, e la sua stella polare interna: “Badate che nessuno renda male per male ad alcuno, ma cercate sempre il bene tra voi e con tutti. Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie” (1 Ts 5,15-18).

Non stanchiamoci mai di ringraziare il Signore per il dono che ci ha dato in Madre Julia.

E non stanchiamoci di donare a Dio e al prossimo il nostro “grande amore in piccola moneta”. Amen.