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Data di pubblicazione
14.07.2020
Autore
La Famiglia spirituale "L'Opera"

Il 16 luglio 1941 nella vita di Madre Julia

Madre Julia Verhaeghe cominciò la sua via di pelegrinaggio sotto la protezione di Maria, la beata Vergine del Monte Carmelo.

Da diverso tempo Madre Julia pensava di dover lasciare la casa paterna per amore del Carisma. Già nel 1938 avrebbe voluto farlo e ne aveva parlato con Padre Hillewaere. Seguendo il suo consiglio, però, restò altri tre anni a casa. Sembrava non fosse ancora giunta l’ora stabilita da Dio per andare via da casa. L’obbedienza verso il suo Direttore spirituale le dava la sicurezza di essere sulla strada giusta. “Per me l’obbedienza significa agire e vivere in una libertà sicura."
 
Cappella, Collegium Paulinum a Roma
Nel mese di luglio del 1941 ebbe la certezza interiore che fosse venuto il momento di lasciare la casa paterna, come Abramo che era partito dalla sua patria seguendo soltanto la chiamata di Dio. Chiese l’approvazione di Padre Hillewaere. Pur mettendola in guardia circa i rischi che poteva correre, le rispose: “Fa’ ciò che Dio ti ispira!” e la benedisse. Conosceva, infatti, la sua forte fede e il suo modo concreto di leggere la realtà. Madre Julia più tardi raccontò: “Quando penso a come ho lasciato la casa dei miei genitori, devo dire che Dio stesso guidava la sua ‘Opera’.” Da molto tempo si era resa conto che la situazione di casa sua non offriva più le condizioni necessarie allo sviluppo del Carisma. Di fronte all’avvenire non aveva nessuna sicurezza umana, e il congedo da sua sorella malata, con la quale parlava apertamente de “L’Opera” e degli interessi della Chiesa, non fu facile: “Madeleine, la mia carissima sorella, era molto ammalata; ci legava una profonda affinità spirituale.” Madeleine avrebbe seguito volentieri Madre Julia, ma non ci si poteva pensare a causa della sua malattia. Fu però pronta ad offrire il grande dolore del distacco per lo sviluppo del Carisma.
 
Neanche la guerra poté trattenere Madre Julia dal seguire la chiamata del Signore: “‘Dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre!’ (Sal 45,11) – ‘Seguimi!’ (Gv 1,43). La sete di anime di Gesù invadeva la mia anima e la disposizione al sacrificio era in me. In tutto ciò sentivo risuonare in me le parole del canto ‘Più presso a te, Signor’.” Il 16 luglio 1941, nel mezzo della guerra, con la salute rovinata, senza una professione, senza lavoro e senza umana sicurezza, ella lasciò la casa paterna e le sue sorelle che ancora vivevano lì. Sapeva di essere guidata da Maria, la beata Vergine del Monte Carmelo, la cui memoria cadeva proprio in questo giorno. In seguito scrisse in proposito: “Con grande fede misi la mia mano nella mano della Madre del Carmelo. Mi tenne saldamente e mi aiutò a compiere la santa volontà di Dio negli anni di guerra che seguirono. ‘Magnificat anima mea Dominum!’ – ‘La mia anima magnifica il Signore!’ Maria era la mia unica sicurezza nel presente e nel futuro, conosciuto solo a Dio. Mi sembrava che ella, nostra Madre, prendesse la responsabilità della mia vita e mi conducesse un giorno dopo l’altro.”
»Maria mi ha insegnato soprattutto a capire e a vivere la vera fiducia. «
Madre Julia Verhaeghe
Madre Julia obbedì con amore alla chiamata del Signore e iniziò un pellegrinaggio di fede. La “Santa Alleanza” la aiutava a conservare la serenità di spirito. Si sapeva sorretta dalla grazia di Dio, con la quale ella collaborava liberamente e generosamente: “La grazia non opera automaticamente, né vuole imporsi a nessuno. Per la Chiesa e per il popolo di Dio è un dono della sua infinita misericordia e della sua sconfinata bontà per la redenzione e la salvezza di molti. La grazia è piena della legge dell’amore divino. Perciò per sua natura è esigente. Potei così imparare a conoscere la grazia, a vederla, a provarla e a viverla in una fede che univa ciò che era diviso, che guariva ciò che era ferito e malato, che rendeva fecondo ciò che era sterile."
 
Madre Julia intuì che con questo suo sì alla chiamata di Dio poteva contribuire a meritare il sì delle sue future sorelle e dei suoi futuri fratelli. La sua donazione doveva avere un’eco nella vita di numerose persone. Guardando indietro a questo giorno, molti anni dopo, scrisse ai membri de “L’Opera”: “Nel suo eterno consiglio il Signore ha voluto, che in quel sì che io gli diedi, quando iniziai il mio pellegrinaggio sotto la protezione della Vergine del Carmelo, fosse incluso e custodito anche il sì di tutti voi. Non lo dimenticate mai, perché anche il vostro sì racchiude la chiamata allo stesso pellegrinaggio che dovete affrontare durante il tempo presente, in questo ‘oggi’ che è la storia della vostra vita.
 
Mentre infuriava la seconda guerra mondiale e non si vedeva ancora quale forma concreta avrebbe dovuto prendere “L’Opera”, il Carisma si presentava sempre più chiaramente davanti agli occhi della sua anima. Nel mese di novembre 1941 confessò: “Mi sembra che il buon Dio mi fortifica sempre più in ciò che concerne ‘L’Opera’. La parola di Dio, che ho ascoltato nel silenzio del mio cuore, si compie.”
Signore, mi indicherai il sentiero della vita. (Sal 16,11)

Il 16 luglio restò sempre un giorno di ringraziamento e di stupore per le vie meravigliose della Provvidenza divina. Molti anni dopo, avvicinandosi di nuovo questa ricorrenza, Madre Julia scrisse: “In preparazione dell’anniversario benedetto del giorno in cui la Madre del Carmelo mi ha preso per mano con gesto regale e mi ha guidato sulla via de 'L’Opera' di Gesù, il mio cuore trabocca di gratitudine, di pace e di gioia profonda. Come un bambino si abbandona a sua madre, mi sono allora rimessa pienamente a lei e le ho affidato tutto il mio cammino futuro, che mi era ancora sconosciuto. Ella mi ha insegnato soprattutto a capire e a vivere la vera fiducia. Questa vera fiducia mi sembra che sia il coraggio di restar fedeli in ogni prova. È come la fedeltà della sposa che crede alla fedeltà del suo sposo.”

 

Estratto dal libro:
Ha amato la Chiesa, Madre Julia Verhaeghe e gli inizi della Famiglia spirituale "L'Opera"
Vita e Pensiero, Milano 2007