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Data di pubblicazione
25.05.2021
Autore
Sr. Cristina Felder FSO

Due consigli concreti per l’anno di S. Giuseppe

Nell'Anno di San Giuseppe, proclamato da Papa Francesco vogliamo rivolgerci più che mai con fiducia al Santo Patrono della Chiesa.

1. Affidate tutte le vostre intenzioni, preoccupazioni e necessità a San Giuseppe

Statua di San Giuseppe nello studio di Papa Francesco

Nello studio di Papa Francesco, nella Casa Santa Marta, su una piccola libreria, c'è una statua di S. Giuseppe addormentato. Sotto questa statua ci sono molti piccoli biglietti su cui il Santo Padre scrive intenzioni speciali, nomi e foto. Papa Francesco sa che le sue preoccupazioni sono in buone mani con il santo patrono della Chiesa e si aspetta aiuto da lui, anche nelle circostanze più difficili.

Alcuni di noi forse non hanno una statua di S. Giuseppe come questa, ma hanno forse un'altra immagine di lui. Scriviamo anche le nostre intenzioni e preoccupazioni su un foglietto e mettiamolo ai piedi di San Giuseppe: i nomi delle persone care che hanno bisogno di conforto e guarigione o per le quali preghiamo in modo particolare; le preoccupazioni per la fede delle giovani generazioni, per la salute o per il posto di lavoro; le molte difficoltà nelle famiglie; le sfide poste dalla pandemia ecc.

Nella lettera Patris corde, Papa Francesco afferma: "In ogni manuale di preghiere si trova qualche orazione a San Giuseppe. Particolari invocazioni gli vengono rivolte tutti i mercoledì e specialmente durante l’intero mese di marzo, tradizionalmente a lui dedicato. La fiducia del popolo in San Giuseppe è riassunta nell’espressione “Ite ad Ioseph”, che fa riferimento al tempo di carestia in Egitto quando la gente chiedeva il pane al faraone ed egli rispondeva: «Andate da Giuseppe; fate quello che vi dirà» (Gen 41,55).”
Sì, andiamo da San Giuseppe con le nostre preoccupazioni e i nostri bisogni!

2. Affida la tua "mancina" a San Giuseppe!

San Giuseppe dell'abbazia di Atchison (USA)

Nell'abbazia benedettina di Atchison in Kansas (USA) si trova un dipinto speciale: mostra San Giuseppe e il Bambino Gesù che lavorano su un banco di legno. Gesù è ancora un bambino, ma sta già praticando il mestiere del suo padre adottivo. Giuseppe gli mostra come piantare un chiodo. La particolarità di questo dipinto è che Gesù è raffigurato come una persona mancina!

Probabilmente l'artista vuole sottolineare l’umanità di Gesù. Come ogni bambino, doveva imparare anche lui un mestiere. Papa Francesco scrive nella Patris corde: "San Giuseppe era un carpentiere che ha lavorato onestamente per garantire il sostentamento della sua famiglia. Da lui Gesù ha imparato il valore, la dignità e la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del proprio lavoro."

Inoltre, forse l'artista voleva anche dire che in ogni vita ci può essere l'esperienza della "mancinità": un lavoro che non riesce ad avere successo nonostante la nostra buona volontà; una conversazione che non porta a una soluzione; gli altri non ci capiscono nonostante i nostri sforzi … Perché non affidare tali difficoltà a San Giuseppe? Ha conosciuto bene gli inconvenienti e i contrattempi della vita, le complicazioni della vita quotidiana, le preoccupazioni sul lavoro, l'ansia per la sua famiglia.

»O Beato Giuseppe, mostrati padre anche per noi, e guidaci nel cammino della vita. Ottienici grazia, misericordia e coraggio, e difendici da ogni male. Amen.«
Papa Francesco