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Data di pubblicazione
16.03.2019

Una Quaresima particolare nella vita di Madre Julia

Era il 1929. Julia era al servizio dell’industriale Adriaen De Clerck e di sua moglie a Kortrijk, poco lontano da Geluwe. “Ero sola a preparare la casa per gli sposi novelli. Al loro arrivo la giovane signora mi affidò la responsabilità della casa. Così ero libera di gestire il mio lavoro.” Julia presto guadagnò la stima della giovane coppia. Dal momento che svolgeva bene il suo compito, le venne data la possibilità di andare regolarmente alla santa Messa. In quel periodo rifletteva molto sul piano che Dio aveva per la sua vita.
 
In segno di gratitudine la signora De Clerck un giorno le regalò un biglietto del cinema. La invitò ad andare a vedere il film “Il Re dei re”, che descriveva la vita di Gesù. Anche se non le sembrava bene andare al cinema durante la quaresima, Julia accettò l’invito per amore. Questo film, girato negli Stati Uniti d’America nel 1927, era considerato un capolavoro. Il Signore si servì di esso per intervenire nuovamente con potenza nella sua vita.
Julia scrisse in proposito: “Era la quaresima del 1929. Al cinema davano un buon film dal titolo ‘Il Re dei re’. Mi ci recai contro voglia. Lo avevo fatto soltanto per far piacere alla signora De Clerck. In quell’occasione ricevetti la grazia della conversione. Come fui colpita nel profondo dell’anima! Non lo dimenticherò mai: lo sguardo e le parole di Gesù al momento di prendere congedo dalla Madre, le sue parole a Maria Maddalena e a Pietro, l’ingresso solenne a Gerusalemme, l’Ultima Cena, il suo testamento, i suoi apostoli e infine il dramma della passione: uscii prima della fine del film. La volta stellata bellissima splendeva sopra di me, e intorno a me regnava un silenzio benefico. Tutto sembrava essere in armonia e mi trasportò irresistibilmente verso di Lui, anche se provavo come un senso di vergogna di me stessa. Capii e sentii che il Signore mi chiedeva qualcosa, molto chiaramente  e senza alcuna riserva. Una luce penetrante mi aveva colpito con grande forza. L’amore misericordioso di Dio aveva preso possesso della mia anima e di tutto il mio essere, attraendomi con forza e insieme con dolcezza. In quel momento mi donai totalmente a Dio, così come ero. Come potevo comprendere quella sera, sentii l’obbligo di impegnarmi nella buona battaglia, per poter vivere una vita di più profonda abnegazione e rinuncia."
Questa luce interiore diede una svolta decisiva alla vita di Giulia, che non aveva ancora 19 anni. Considerò questo intervento di Dio come la chiamata ad una conversione più profonda e ad una dedizione più radicale. Subito dopo il suo rientro a casa dal cinema decise di cambiare alcune sue abitudini. Già da molti anni cercava di seguire il cammino della fede, ma nella luce di questa nuova esperienza fu colpita più profondamente che mai dalla santità di Dio e dalla grandezza del suo amore giusto e misericordioso.
 
 
 
In Gesù, il Re dei re, poté vedere la sua vita, in certo modo, in una nuova luce, con i suoi lati buoni e meno buoni. Divenne quindi più chiaramente consapevole delle imperfezioni che erano di ostacolo all’amore esclusivo per il Signore: “La sera stessa sistemai la mia stanza. Misi via tutto ciò che mi sembrava inutile, per distaccarmene. Mi accorsi per la prima volta quanto ero ancora attaccata a tante piccole cose insignificanti. Staccai la croce dalla parete e scrissi sul retro: ‘Per Te, o Gesù, aiutami Tu!’ Presi la decisione di alzarmi ogni mattina alle ore 5.30. Stabilii di andare ogni giorno alla Messa e di meditare un passo della vita o della passione di Gesù. Sin dal giorno seguente mi misi ancor più decisamente sulla via dell’abnegazione interiore ed esteriore e mi esercitai a vivere alla presenza di Dio. Dalla santa Comunione traevo molta forza e aiuto.
Dio si servì del cinema, questo nuovo mezzo di comunicazione che nel XX secolo doveva prendere un significato così grande nella vita degli uomini, per destare nell’anima di Julia il desiderio della santità. Lo sguardo amoroso di Gesù aveva colpito il suo cuore. Disse un sì radicale al Signore e si mise sulla via faticosa ma beatificante della conversione quotidiana, sostenuta dalla forza e dall’amore di Dio. Con pazienza e decisione iniziò la buona battaglia. Sapeva che “la conversione non è l’opera di un giorno, e non è neanche opera nostra”. In quel tempo Giulia venne a confronto con alcuni tratti del suo carattere che avevano bisogno ancora di purificazione e di trasformazione.
 
Aveva imparato da san Paolo ad avere ferma fiducia nell’amore misericordioso di Dio. Più di prima poté riconoscere che l’impegno per la santità personale doveva essere permeato e avvolto da questa fiducia: “Spesso mi sentii spinta a donarmi ancor più al Signore, ad abbandonarmi senza condizioni al suo amore ignorato, ma questo pensiero mi spaventava e io esitavo.” Il Signore le donò forza e coraggio: “Ho potuto riconoscere di essere di fronte alla libera scelta di due strade; entrambe a me conosciute. Se mi ami, prendi la tua croce e seguimi (cfr. Mt 10,38). Mi alzai per scegliere la via che mi conduce alla casa del Padre. Ho invocato l’amore di Maria Maddalena e la contrizione di Pietro. Ci sarà gioia in cielo per la conversione di un peccatore, perché in lui rifulgerà l’amore misericordioso di Dio che ci è stato rivelato nella sua opera di redenzione. Mi sentivo come trasportata da questo amore.
estratto del libro: Ha amato la Chiesa, Vita e Pensiero 2010.
»Una luce penetrante mi aveva colpito con grande forza. «
Madre Julia