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Data di pubblicazione
11.11.2021
Autore
Christina Felder FSO

Madre Julia compie gli anni

Messa di ringraziamento

Intorno all'11 novembre, anniversario della nascita della nostra Fondatrice, Madre Julia Verhaeghe (11 novembre 1910 – 29 agosto 1997), celebriamo a Roma ogni anno una Messa di ringraziamento per la sua vita esemplare, la sua testimonianza eloquente e il suo carisma, che ha trovato una forma stabile nella Famiglia spirituale “L’Opera”, riconosciuta da San Giovanni Paolo II nel 2001 come Famiglia di vita consacrata.

»"L’Opera" ... si colloca piuttosto al livello di un carisma fondamentale che concerne la fede stessa, debilitata nei nostri tempi moderni.«
Cardinal Marc Ouellet

In quest’anno tale Eucaristia, presieduta dal Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, ha avuto luogo il 7 novembre 2021 nella Chiesa parrocchiale di San Filippo Neri. Il parroco, Don Gustavo Lamanna, ci ha accolto con grande generosità. I numerosi concelebranti e fedeli – in gran parte amici della nostra Famiglia spirituale a Roma – sono stati toccati dai bellissimi canti, dal suono dell‘organo, dall’atmosfera di raccoglimento, e in particolare, dalla profonda omelia del Cardinale Ouellet, il quale ha messo in evidenza l’attualità di Madre Julia e del carisma de “L’Opera”. Siamo stati incoraggiati e confermati nel nostro servizio nella Chiesa e per la Chiesa. 

Omelia per la S. Messa in memoria di Madre Julia Verhaeghe

Cardinal Marc Ouellet

Prefetto della Congregazione per i Vescovi

“L’Opera”, fondata in Belgio il 18 gennaio 1938 da Madre Julia Verhaeghe, guidata dal Padre Hillewaere, è stata riconosciuta come Famiglia di vita consacrata di diritto pontificio il 29 agosto 2001 da San Giovanni Paolo II. Madre Julia, scelta da Dio fin dall’infanzia e dotata di grazie eccezionali, si lasciò docilmente guidare sulle vie della Provvidenza dall’Apostolo Paolo e dagli eventi che le fecero abbracciare sin da giovane il senso profondo del credo cristiano, avvertendo il deterioramento della fede nel popolo di Dio. All’età di 27 anni conobbe un prete zelante, che ricevette come lei il dono della “Santa Alleanza”, grazia che marcò il destino e la missione di ambedue al servizio de “L’Opera”, donando alla Chiesa intera questo nuovo carisma.

Sono lieto di salutare ognuno di voi, membri ed amici di questa Famiglia spirituale, in questa Santa Eucaristia che ricorda l’anniversario di nascita della fondatrice: l’11 novembre 1910, e di augurarvi ogni bene, pace, unità e fortezza nei nostri tempi ricchi di sfide, dove il vostro carisma mi pare sempre più attuale, tanto per il suo amore incondizionato alla Chiesa, quanto per la forma di vita interiore che contrassegna la vostra identità di comunità consacrata all’adorazione e al servizio della testimonianza della fede nel mondo. Che questo memoriale sia l’opportunità per rinnovare l’impegno personale e comunitario per la riforma della Chiesa nel senso che lo Spirito Santo porta avanti sin dal Concilio Ecumenico Vaticano II.  

I testi sacri di questa santa liturgia mi sembrano molto eloquenti per evocare la figura di Madre Julia, donna povera, lavoratrice, attenta alla legge di Dio, appassionata ricercatrice della Sua volontà, educata alla generosità e al sacrificio. La vedova che obbedisce alla richiesta di Elia, sacrificando l’ultimo resto di olio e farina per il profeta, nonché la povera vedova che deposita le sue ultime risorse nel tesoro del tempio, destando l’ammirazione di Gesù, sono figure profetiche: mettono in rilievo la fede semplice ed integra che ha caratterizzato anche la vita di Madre Julia, vergine consacratasi totalmente al Signore. È rimarchevole l’enfasi della fondatrice nel ripetere che non aveva fondato niente, che aveva voluto solo dedicarsi a vivere a fondo il mistero della Chiesa, Corpo mistico di Cristo, l’unica Opera fondata dal Maestro e affidata a tutti i suoi membri per essere testimoniata e servita nella fede. 

 

»Il nocciolo della fede è la confessione della Santissima Trinità, il mistero dei misteri che faceva esultare di gioia Madre Julia.«
Cardinal Marc Ouellet

Infatti, “L’Opera”, la vostra Famiglia spirituale, non pretende di essere un carisma sociale appariscente, dedicato a rispondere ad una sfida particolare del nostro tempo. Essa si colloca piuttosto al livello di un carisma fondamentale che concerne la fede stessa, debilitata nei nostri tempi moderni. I membri de “L’Opera”, così dice la vostra fondatrice, “saranno disposti a contribuire alla guarigione delle ferite causate dall’indebolimento e dalla decadenza della fede nella propria vita e nel popolo di Dio. Dio ha chiamato ‘L’Opera’ per alleviare il bisogno interiore del popolo di Dio. Ecco perché le ha donato un carisma la cui grazia e missione sono essenzialmente l’adorazione e l’unità”.  

In occasione dell’approvazione pontificia del vostro Istituto, Sua Eminenza il Cardinal Joseph Ratzinger, evocando la figura di San Leone Magno, definì “cristologico” il vostro carisma, proprio per sottolineare la dimensione fondamentale espressa nel nome dell’Istituto. “L’Opera” di cui si parla, non si riferisce ad un’iniziativa umana, ma a ciò che Gesù intende quando risponde alla domanda dei suoi interlocutori circa l’opera di Dio: “Questa è l’opera di Dio: che crediate in Colui che Egli ha mandato” (Gv 6, 29). Il “primato” che Madre Julia dà alla cristologia – commentava l’allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, che sarà poi Papa Benedetto XVI – “il suo amore a Cristo, si esprime nell’amore al Cuore aperto di Gesù”.  

Questi contenuti sostanziali della fede cristologica, sono racchiusi nel brano della Lettera agli Ebrei offerto alla nostra meditazione in questa domenica. “Cristo non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura di quello vero, ma nel cielo stesso, per comparire ora al cospetto di Dio in nostro favore. E non deve offrire se stesso più volte come il sommo sacerdote con sangue altrui. Invece ora, una volta sola, nella pienezza dei tempi, egli è apparso per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso” (Eb 9, 24-26). Se Cristo fosse solo un Maestro di dottrina, un saggio superiore, un fondatore di religione, come tanti pensano, saremmo lontani dalla fede cristologica del Nuovo Testamento, che parla della Croce di Cristo come giudizio di Dio sul peccato, e della riconciliazione del mondo con Dio attraverso la sua morte e risurrezione per la nostra salvezza. Esso suppone come fondamento la sua identità di Figlio unigenito del Padre e la sua opera redentrice che culmina nell’effusione dello Spirito Santo. In breve, il nocciolo della fede è la confessione della Santissima Trinità, il mistero dei misteri che faceva esultare di gioia Madre Julia.  

Cari fratelli e sorelle, ho conosciuto il vostro Istituto quando Papa Giovanni Paolo II mi chiamò a lavorare in Curia romana per l’Unità dei cristiani, all’inizio del nuovo millennio. Sono stato edificato dalla vostra amicizia e dalla devozione a John Henry Newman, che Papa Francesco canonizzò il 13 ottobre 2019, e che rimane un ispiratore principale della vostra passione per l’unità dei cristiani; essa è per lui, come per voi, inseparabile dall’unità della fede. In questa celebrazione eucaristica festiva, mi permetto di invitarvi a proseguire con fiducia, serenità e passione la vostra missione ecclesiale per l’unità, pregando affinché tutti siano una sola cosa. “Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi una cosa sola, perché il mondo creda che tu mi hai mandato” (Gv 17,21). Che la vostra preghiera diventi ogni giorno di più adorazione e supplica per l’unità, e che si rinnovi la vostra disponibilità a soffrire persecuzioni per il Regno, elemento che non è mancato nel vostro passato e nel presente, secondo il simbolismo della corona di spine che portano le vostre Consacrate come testimonianza d’amore e di comunione al Cuore trafitto di Gesù.   

Cari fratelli e sorelle, uniamoci ora con cuori riconoscenti all’Offerta unica del Signore Gesù che il memoriale eucaristico ci propone per essere accolta, abbracciata e consumata nel nostro sì d’amore senza riserve a Cristo e al suo Corpo mistico: la Chiesa. Amen! 

»La nostra fede deve essere così radiosa, da attirare gli altri.«
Madre Julia Verhaeghe